Maria Chiara Viviani

Animali nell'anima

Animali nell'anima.

Il XXI secolo ha reso l’uomo testimone di una crescita tecnologica inarrestabile con conseguenze disastrose sull’istinto di sopravvivenza e sulla capacità relazionale diretta.
A dispetto di ciò, potremmo stupirci di come, in alcuni casi, fattori emotivi ed istintuali profondi si sono sorprendentemente amplificati generando “dilatazioni sensoriali anomale” e capacità intuitive sorprendenti.
Potremmo, dunque, affermare che esiste “un’essenza interiore” che sfugge ai calcoli, alla logica del pensiero precostituito; un’entità misteriosa ed indefinita (l’anima?) che ha memoria di sé ancora prima dell’uomo, prima del bene e del male, forse, addirittura, prima dell’universo stesso.
Scienziati, filosofi ed artisti d’ogni tempo hanno indagato l’animo umano cercando di comprendere il legame esistente fra lo sviluppo della ragione e il lento processo regressivo dell’istinto primordiale quale manifestazione dell’irrazionalità e del  male:
Sull’eterno scontro fra la luce della ragione e le tenebre dell’ignoranza un capolavoro storico su tutti la “Testa di Medusa” di Caravaggio del 1595.
Oggi, presa conoscenza dei danni causati da una ragionevolezza discriminante, crudele e controproducente alla vita su questo pianeta, l’uomo ha necessità di ritagliarsi un istante di sé; un “sé” nella notte dei tempi che vive la realtà con la luce del cuore, con gli occhi dell’anima.
In questo spazio intangibile, l’artista contemporaneo è il cercatore alla scoperta di un antico sé stesso  che ha gli occhi del lupo, gli artigli affilati della tigre oppure il letale e sinuoso muoversi del serpente: Maria Chiara Viviani ha incontrato il proprio essere sconosciuto, poi quello dentro la vita degli altri, fino a pensare di rappresentarlo con gli strumenti che più gli appartengono e gli sono familiari.
Nei suoi dipinti sviluppa un racconto simbolico dove il corpo parla attraverso l’immagine con l’osservatore.
Un linguaggio fatto di gesti, dove le mani assumono forma alare (il “MUDRA”) affinché l’anima possa trasmigrare in luoghi inaccessibili agli uomini mortali, dove gli sciamani possono vedere con gli occhi dell’aquila, quando vola altissima nel cielo.

"Una luce argentea,
Un abbaglio accecante.
Poi il nulla.
Come in un miraggio la natura primordiale in tutta la sua forza, l’origine, quando non esisteva ancora differenza fra uomini ed animali e la vita era istinto, sopravvivenza, luce e tenebra.
La ragione lentamente cerca un varco, guadagna faticosamente spazio sull’istinto ….. scorre il tempo … secoli … battiti del cuore aumentano impazziti nel petto.
Carne che si scioglie liquida,
poi si  solidifica,  la ragione,
e lascia l’animale dietro sé.
No.
Dentro sé.
L’uomo – animale un giorno tornerà, con quella forza primitiva e meravigliosa che alimenta le passioni, i sogni, l’amore che è in noi e nell’anima dell’universo.  
A Chiara"


Tiziano Bonanni